Eco Consul

Categorie
news Sicurezza ambientale

Pneumatici fuori uso: ripristinati gli obblighi per gli operatori.

Pneumatici fuori uso: ripristinati gli obblighi per gli operatori

Ripristinato l’obbligo di gestione dei Pneumatici Fuori Uso (Pfu) per tutti gli operatori singoli che immettono sul mercato almeno 200 tonnellate di pneumatici l’anno.

Con la sentenza 21 maggio 2024, n. 4519, il Consiglio di Stato ha riformato la precedente sentenza del Tar del Lazio che aveva annullato il Dm 182/2019 (cd. “Regolamento Pfu”). Il Decreto, infatti, stabiliva l’obbligo per gli operatori di provvedere autonomamente allo smaltimento dei Pfu generati.

La decisione del Consiglio di Stato si basa sulla considerazione che l’obbligo di gestione dei Pfu, seppur non esplicitamente previsto dalla normativa, non risulti neanche escluso. Anzi, l’articolo 228 del Dlgs 152/2006 (“Codice ambientale”) attribuisce al Ministero dell’Ambiente il compito di individuare le modalità più opportune per una gestione dei Pfu rispettosa dell’ambiente, con ampia discrezionalità.

Inoltre, lo stesso articolo 228 correla i quantitativi di Pfu da gestire ai quantitativi di pneumatici destinati alla vendita “sul territorio nazionale”, a dimostrazione, secondo il Consiglio di Stato, dell’importanza di un approccio territoriale nella gestione di questi rifiuti.

La soglia di 200 tonnellate fissata dal Ministero, pur potendo apparire bassa, viene ritenuta dal Consiglio una valutazione di merito basata su ragioni di convenienza economica. Tale valutazione, non configura un vizio di legittimità come invece sostenuto dal Tar del Lazio.

La conseguenza di questa sentenza è che, a partire dal 21 maggio 2024, tutti gli operatori che immettono sul mercato almeno 200 tonnellate di pneumatici l’anno dovranno provvedere autonomamente alla gestione dei Pneumatici Fuori Uso.

Si tratta di un passo importante per la tutela dell’ambiente, in quanto contribuirà a ridurre l’abbandono illegale di Pfu e a favorire il loro riciclo e smaltimento in maniera corretta.

Per maggiori dettagli sulla normativa e su come attuarla potete chiedere a Ecoconsulsas di Fiorenzuola D’Arda, azienda di consulenza sulla sicurezza ambientale.  I nostri contatti sono +39 0523984372 o potete scriverci a info@ecoconsulsas.it .

Categorie
news Sicurezza ambientale

Nuovo regolamento attività rumorose a Fiorenzuola D’Arda.

Regolamento attività rumorose temporanee: Fiorenzuola d’Arda approva il nuovo regolamento

Fiorenzuola d’Arda ha finalmente un nuovo strumento per contrastare l’inquinamento acustico causato da attività rumorose temporanee. Il 29 aprile 2024, il Consiglio Comunale ha infatti approvato il Regolamento per la disciplina delle attività rumorose temporanee, un provvedimento che mira a tutelare la quiete pubblica e il benessere dei cittadini.

Cosa prevede il Regolamento?

Il Regolamento si applica a un’ampia gamma di attività, tra cui quelle agricole, cantieri temporanei e mobili, cantieri interni, manifestazioni temporanee in siti dedicati, edifici destinati ad attività diverse da attività umane, edifici sanitari e scolastici. Per ciascuna di queste categorie, per l’ambiente,  il Regolamento definisce valori relativi alla durata e il limite orario consentiti.

Tutela del benessere e dell’ambiente

L’approvazione del Regolamento rappresenta un passo importante verso la tutela del benessere dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. L’inquinamento acustico, infatti, può avere effetti negativi sulla salute, causando stress, disturbi del sonno e persino problemi di udito.

Un esempio da seguire

Fiorenzuola d’Arda non è l’unico comune italiano ad aver adottato un Regolamento per la disciplina delle attività rumorose temporanee. In diverse altre realtà, come Bologna, Modena e Parma, sono già stati implementati provvedimenti simili con l’obiettivo di garantire un ambiente più vivibile per i cittadini.

Cosa dice la legge?

A livello nazionale, la materia è disciplinata dalla Legge n. 447 del 1995, che definisce i principi fondamentali per la tutela dell’ambiente dall’inquinamento acustico. La legge stabilisce che i comuni possono adottare regolamenti per disciplinare le attività rumorose temporanee, nel rispetto delle normative europee.

Un impegno per il futuro

L’approvazione del Regolamento per le attività rumorose temporanee rappresenta un impegno concreto da parte del Comune di Fiorenzuola d’Arda per la tutela del benessere dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. Un esempio da seguire per altre amministrazioni locali, al fine di costruire un futuro più sostenibile e vivibile per tutti.

Oltre alle informazioni contenute nell’articolo, è importante sottolineare che:

  • Il Regolamento prevede un sistema sanzionatorio per chi viola le sue disposizioni. Le sanzioni sono quelle previste dall’art.10 della Legge n.447/1995 e dall’articolo 16 della L.R. n.15/2001.
  • Il Regolamento è disponibile sul sito web del Comune di Fiorenzuola d’Arda.

Con l’approvazione di questo Regolamento, Fiorenzuola d’Arda si conferma un comune attento alle tematiche ambientali e al benessere dei suoi cittadini.

Categorie
Gestione rifiuti

MUD 2024: scadenza 1° luglio

MUD 2024: scadenza prorogata al 1° luglio

Pubblicato il modello per la dichiarazione dei rifiuti: è online il MUD 2024, il modello che le imprese e gli enti devono compilare per comunicare la quantità e la tipologia di rifiuti prodotti e/o gestiti nell’anno precedente.

Scadenza prorogata al 1° luglio: il termine ultimo per la presentazione del MUD è fissato al 30 giugno 2024, ma in considerazione del fatto che quest’anno coincide con un giorno festivo, la scadenza è stata prorogata al 1° luglio 2024.

Cosa fare per compilare il MUD:

  • Scaricare il modello: il MUD 2024 è disponibile sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (https://www.mase.gov.it/).
  • Compilare il modello: il MUD è composto da diverse sezioni, in cui è necessario indicare i dati dell’impresa o dell’ente, la tipologia e la quantità di rifiuti prodotti e/o gestiti, nonché i destinatari finali dei rifiuti.
  • Inviare il modello: il MUD può essere inviato telematicamente tramite il sito web del MUD (https://www.mudtelematico.it/), oppure in forma cartacea presso la Camera di Commercio competente per territorio.

Chi deve presentare il MUD:

  • Imprese e enti che producono rifiuti: tutti i soggetti che producono rifiuti pericolosi e non pericolosi, ad eccezione dei privati cittadini.
  • Commercianti e intermediari di rifiuti: i soggetti che svolgono attività di commercio e intermediazione di rifiuti, anche senza detenzione.
  • Trasportatori di rifiuti: i soggetti che effettuano a titolo professionale il trasporto di rifiuti.
  • Gestori di impianti di recupero e smaltimento: i soggetti che gestiscono impianti di recupero e smaltimento di rifiuti.

Sanzioni: la mancata presentazione del MUD o la presentazione di un modello incompleto o errato può comportare l’applicazione di sanzioni amministrative.

Per maggiori informazioni:

Con la proroga della scadenza al 1° luglio 2024, le imprese e gli enti hanno più tempo per compilare e inviare il MUD 2024. È importante ricordare che la presentazione del MUD è un obbligo di legge, il cui rispetto è fondamentale per la tutela dell’ambiente.

Elaborazione grafica da:

Licensor’s author: Freepik -Licensee: user18547943 –
For the item: 3d taxes sales background – Download date: Mar 20, 2024

×