Legionellosi: è un’infezione causata da un batterio chiamato Legionella (precisamente la specie Legionella pneumophila), che colpisce l’apparato respiratorio.
Due sono le infezioni che causa: febbre di Pontiac generalmente di lieve entità e quindi la malattia dei legionari, infezione che ha percentuali di mortalità del 10-15%, 30-50% nei casi nosocomiali, che va curata tempestivamente con antibiotici mirati. Un’infezione che ha un’incubazione variabile tra i 2 e i 10 giorni e che “si manifesta con febbre alta, cefalea, tosse ed un quadro polmonare non distinguibile da altre forme di polmoniti batteriche o atipiche”.
Il nome della malattia del legionario deriva dal fatto che il batterio che ne è causa fu identificato per la prima volta nel 1976 su un gruppo di partecipanti a un raduno della Legione Americana in un hotel di Philadelphia; ben duecentoventuno persone contrassero la malattia e trentaquattro di esse morirono per un’epidemia di polmonite.
E’ stata pubblicata da Inail una scheda sui rischi che derivano dall’esposizione alla Legionella e che affronta in particolare l’esposizione occupazionale, la prevenzione negli ambienti di lavoro, la gestione del rischio secondo quanto previsto dalla normativa corrente.
Il Testo unico sicurezza sul lavoro classifica ogni batterio appartenente alla Legionella nel 2° gruppo dell’Allegato XLVI. Sono del 2015 le recenti Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi approvate dalla Conferenza Stato Regioni il 7 maggio sulla valutazione del rischio, la prevenzione a breve e lungo termine.
La legionellosi viene trasmessa per via aerea, tramite aerosol o particelle di polvere e allo stato attuale non è mai stata evidenziata una trasmissione interumana.
Le fonti sono in natura, laghi, stagni, terme, luoghi dai quali le legionelle arrivano negli ambienti attraverso condutture e impianti, dove il rischio viene potenziato da fattori come temperatura dell’acqua tra i 20° e i 50°, biofilm, ferro, rame, zinco, amebe, calcare. I diffusori sono torri evaporative, docce, vasche, fontane.
I luoghi di lavoro maggiormente a rischio sono quelli dove potrebbe essere più elevata la possibilità di aerosol infettanti.
Professioni più a rischio quindi sono: “operatori sanitari, dentisti, addetti alla pulizia degli impianti di trattamento aria, manutenzione degli impianti di distribuzione dell’acqua ad uso sanitario e impianti di depurazione, minatori, giardinieri”.
Obbligo pertanto di ogni Datore di Lavoro valutare il rischio d’esposizione occupazionale a legionellosi del proprio personale.