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Sicurezza Alimentare: Richiami e Ritiri. Cosa cambia.

Sicurezza alimentare: richiami e ritiri. Aggiornare il registro delle procedure entro il 20 novembre

Sicurezza Alimentare: Richiami e Ritiri.  Questo è un argomento di cruciale importanza per ogni azienda del settore. Il mantenimento di standard elevati non è solo un obbligo legale, ma una garanzia di fiducia per il consumatore. Con l’avvicinarsi della data del 20 novembre, diventa fondamentale per le aziende, di Fiorenzuola D’Arda, Parma e Piacenza, come per quelle di tutta Italia, procedere all’aggiornamento del registro delle procedure di gestione dei richiami e ritiri dei prodotti. Questo processo è vitale per la protezione della salute pubblica e la reputazione aziendale.

Perché l’Aggiornamento del Registro è Essenziale

Sicurezza Alimentare: Richiami e Ritiri.   Il richiamo o un ritiro di prodotto è la prova della serietà e dell’efficienza di un sistema di qualità. Conseguentemente, un registro delle procedure aggiornato e meticolosamente dettagliato assicura che, in caso di emergenza, l’azione sia rapida, coordinata ed efficace.

  • Conformità Legale: Le normative europee e nazionali, come il Regolamento (CE) n. 178/2002, impongono agli operatori del settore alimentare (OSA) di ritirare o richiamare i prodotti che non soddisfano i requisiti di sicurezza.
  • Tutela del Consumatore: La tempestività dell’intervento minimizza l’esposizione del pubblico a un rischio potenziale, proteggendo la salute e la vita dei cittadini.
  • Protezione del Brand: La capacità di gestire una crisi in modo trasparente e professionale rafforza la fiducia nel marchio, evitando danni reputazionali a lungo termine.

Elementi Chiave del Registro . Sicurezza Alimentare Richiami e Ritiri.  Verificare Entro il 20 novembre

L’aggiornamento non è una semplice revisione formale, ma un’analisi critica dell’intero processo. Di conseguenza, è necessario focalizzarsi su alcuni punti nevralgici.

Tracciabilità Perfetta: Il Cuore del Richiamo

Il sistema di tracciabilità deve permettere di identificare immediatamente il lotto coinvolto, la sua destinazione e i clienti che lo hanno ricevuto. Pertanto, verificare la coerenza tra il sistema di gestione del magazzino e il registro dei lotti è il primo passo.

  • Test di Tracciabilità: Eseguire simulazioni (c.d. Mock Recall) è l’unico modo per valutare l’efficacia del sistema in condizioni reali.
  • Documentazione e Registrazione: Assicurarsi che ogni movimento di prodotto sia registrato e archiviato in modo ineccepibile.

La Catena di Comunicazione e Coordinamento

Una procedura di richiamo fallisce se la comunicazione interna ed esterna è lenta o confusa. Perciò, è cruciale definire chiaramente i ruoli e le responsabilità.

  • Squadra di Crisi: Identificare i membri del team di crisi, specificando chi ha l’autorità di avviare il richiamo e chi gestisce la comunicazione con le Autorità Competenti (ASL di Parma, Piacenza, Fornitori, ecc.).
  • Modelli di Avviso: Predisporre modelli di comunicazione standardizzati e pre-approvati per il contatto rapido con distributori e consumatori, in linea con gli standard del Ministero della Salute.

H3: Ritiro, Isolamento e Distruzione/Smaltimento

Dopo la notifica, il processo logistico deve essere impeccabile. A seguire, bisogna garantire che il prodotto non sicuro non possa più raggiungere il mercato.

  • Procedure di Isolamento: Dettagliare come il prodotto richiamato viene fisicamente separato dagli altri lotti in magazzino per evitare contaminazioni incrociate o rinvii accidentali sul mercato.
  • Documentazione di Smaltimento: Definire e registrare le procedure per la distruzione o l’uso alternativo sicuro, in collaborazione con operatori autorizzati.

La Gestione Post-Crisi e la Sicurezza Alimentare

Un richiamo o un ritiro è anche un’opportunità di miglioramento. Infatti, un’analisi approfondita delle cause e della gestione dell’incidente è fondamentale.

  • Analisi delle Cause Radice (Root Cause Analysis): Identificare il perché del problema (es. fallimento nella produzione, contaminazione in un ingrediente).
  • Azioni Correttive e Preventive (CAPA): Sviluppare e implementare misure per evitare il ripetersi del problema, aggiornando di conseguenza i protocolli interni. Successivamente, tali modifiche devono essere integrate nel registro delle procedure entro il prossimo aggiornamento.

Un Impegno Territoriale: Fiorenzuola, Parma e Piacenza

Per le aziende che operano in un tessuto produttivo esigente come quello tra Fiorenzuola D’Arda, Parma (terra di eccellenze DOP) e Piacenza, la credibilità è tutto. Di conseguenza, l’attenzione ai dettagli nel gestire la sicurezza alimentare richiami e ritiri è un fattore competitivo distintivo. L’aggiornamento del 20 novembre è la tua occasione per dimostrare questo impegno.

Link Esterno Utile: Per consultare gli ultimi avvisi e tenersi aggiornati sui provvedimenti ufficiali di richiamo, è sempre bene riferirsi al portale ufficiale: Ministero della Salute – Richiami di prodotti alimentari.

Conclusione

L’appuntamento del 20 novembre non è una scadenza da procrastinare, ma una tappa fondamentale nel percorso di eccellenza. Un registro delle procedure di sicurezza alimentare richiami e ritiri aggiornato e ben testato è la migliore polizza assicurativa che la tua azienda possa sottoscrivere per tutelare i suoi consumatori e il suo futuro.

Sicurezza alimentare richiami e ritiri per le aziende a Fiorenzuola D’Arda.

Concludendo per maggiori dettagli sulla normativa e su come attuarla potete chiedere a Ecoconsulsas di Fiorenzuola D’Arda, azienda di consulenza sulla sicurezza alimentare .  I nostri contatti sono +39 0523984372 o potete scriverci a info@ecoconsulsas.it .

sicurezza alimentare : richiami e ritiri
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Nuove norme etichettatura: 1° ottobre 2025 cosa cambia

Nuove norme etichettatura: Trasparenza e origine geografica, l’impatto su Parma e Piacenza

Le nuove norme etichettatura per i prodotti alimentari rappresentano una svolta. Già da tempo, l’indicazione dell’origine degli alimenti è al centro delle discussioni tra legislatori e produttori. L’Italia, con il suo forte Made in Italy agroalimentare, ha sempre spinto per maggiore trasparenza. Pertanto, i produttori di Fiorenzuola D’Arda, Parma e Piacenza devono essere pronti ad affrontare un panorama normativo in continua evoluzione.

Sebbene i regimi sperimentali nazionali sull’origine di prodotti come latte, riso, pasta e derivati del pomodoro siano stati prorogati al 31 dicembre 2025, è fondamentale rimanere aggiornati sugli obblighi che entrano in vigore, come quelli per la frutta secca e lo zafferano (Regolamento UE 2429/2023). Di conseguenza, l’attenzione alla data del 1° ottobre 2025 resta alta, poiché il quadro normativo è in continua evoluzione e l’adeguamento delle etichette richiede tempo e precisione.

Obbligo di indicazione dell’origine: l’Ingrediente Primario al centro delle nuove norme etichettatura

Il Regolamento (UE) 1169/2011 stabilisce il quadro di riferimento europeo. Questo regolamento permette agli Stati membri di adottare norme nazionali specifiche, soprattutto per l’indicazione dell’origine. Di conseguenza, l’Italia ha potuto introdurre regimi sperimentali più stringenti per proteggere le filiere nazionali e garantire al consumatore una scelta consapevole.

Quali prodotti rientrano nelle nuove norme etichettatura in Italia?

L’Italia ha prorogato l’obbligo di indicazione dell’origine geografica per l’ingrediente primario di diverse categorie. Questa misura è vitale. Infatti, permette ai consumatori di conoscere il paese di provenienza della materia prima, un fattore determinante nella decisione d’acquisto.

I prodotti principalmente coinvolti, il cui regime sperimentale di etichettatura d’origine è stato esteso, includono:

  1. Latte e prodotti lattiero-caseari: Determinante per un territorio come Parma e Piacenza, patria di eccellenze DOP.
  2. Paste alimentari di grano duro.
  3. Riso (come definito dalla L. 325/1958).
  4. Derivati del pomodoro, sughi e salse a base di pomodoro.
  5. Carni suine trasformate (incluse macinate e preparazioni).

Pertanto, le aziende del settore che operano in queste categorie devono mantenere i loro protocolli di tracciabilità e le nuove norme etichettatura aggiornate fino alla fine del 2025, in attesa di un quadro normativo europeo definitivo.

Trasparenza per il consumatore: perché l’origine è un valore

L’obiettivo primario delle nuove norme etichettatura è duplice. In primo luogo, tutelare il consumatore, consentendogli di fare scelte informate e consapevoli. In secondo luogo, contrastare in modo efficace i fenomeni di contraffazione e Italian Sounding che danneggiano gravemente le filiere produttive italiane di qualità.

Per le aziende di Fiorenzuola, Parma e Piacenza, l’indicazione dell’origine non è solo un obbligo. È una leva strategica. Il consumatore moderno è sempre più attento. Conseguentemente, valorizzare la provenienza delle materie prime locali, e quindi la qualità, può trasformarsi in un notevole vantaggio competitivo.

Vantaggi competitivi derivanti dalle nuove norme etichettatura

La trasparenza rafforza la fiducia. Infatti, quando un’etichetta è chiara, il brand ne beneficia.

  • Tutela del Made in Italy: Indicare con precisione l’origine aiuta a difendere il prodotto italiano di qualità dalle imitazioni.
  • Fidelizzazione del Cliente: Un consumatore che si fida della provenienza è un cliente più propenso alla fidelizzazione.
  • Valorizzazione del Territorio: Per prodotti strettamente legati al territorio, come salumi e formaggi della Bassa Piacentina e Parmense, l’origine geografica è un marchio di pregio irrinunciabile.

Adeguamento: Cosa devono fare le aziende agroalimentari del territorio

L’adeguamento alle nuove norme etichettatura è un processo che non ammette ritardi. L’entrata in vigore di ogni singola norma, anche quelle minori come per la frutta secca, impone una revisione costante delle procedure aziendali.

Passaggi operativi per la conformità alle nuove norme etichettatura

  1. Verifica della Tracciabilità: Occorre assicurarsi che l’intero processo produttivo, dall’approvvigionamento della materia prima alla commercializzazione del prodotto finito, sia tracciato in modo inequivocabile. Questo è il punto di partenza.
  2. Revisione dei Layout: I designer delle etichette devono aggiornare i layout per garantire che le informazioni sull’origine, e su altri obblighi come l’etichettatura ambientale (con i codici di raccolta differenziata), siano chiare e visibili, come richiesto dalla normativa.
  3. Formazione del Personale: È essenziale che il personale addetto alla produzione, al controllo qualità e al marketing sia formato sulle ultime direttive, per evitare errori che possono portare a sanzioni salate.

Il panorama normativo europeo è in evoluzione. Si sta lavorando a una proposta di armonizzazione delle regole sull’etichettatura di origine a livello comunitario. Un esempio di risorsa esterna utile per monitorare gli aggiornamenti costanti è la sezione dedicata all’etichettatura alimentare sul sito della Camera di Commercio locale o un portale istituzionale di riferimento per l’agroalimentare. Ad esempio, è sempre utile consultare le sezioni della Camera di Commercio dedicate all’etichettatura.

Per concludere, le nuove norme etichettatura e l’obbligo di indicazione dell’origine geografica rappresentano un pilastro della sicurezza alimentare. Le aziende di Parma, Piacenza e Fiorenzuola D’Arda devono considerare questo non come un semplice onere burocratico. Al contrario, è un’opportunità strategica per valorizzare la qualità e la provenienza, aspetti che rendono l’agroalimentare italiano unico al mondo.

Nuove norme etichettatura aziende a Fiorenzuola D’Arda.

Concludendo per maggiori dettagli sulla normativa e su come attuarla potete chiedere a Ecoconsulsas di Fiorenzuola D’Arda, azienda di consulenza sulla sicurezza alimentare .  I nostri contatti sono +39 0523984372 o potete scriverci a info@ecoconsulsas.it .

nuove norme etichettatura Ingrandimento di un'etichetta alimentare con evidenza dell'indicazione di origine geografica
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Aggiornamento EFSA per l’HACCP.

European Food Safety Authority: il 15 settembre 2025 segna una data cruciale per le aziende di Fiorenzuola D’arda come quelle di Parma e Piacenza,  del settore alimentare.

Le nuove linee guida dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, rendono necessario l’aggiornamento del Piano di autocontrollo aziendale (HACCP). Questo adeguamento non è solo un obbligo normativo, ma un’opportunità per rafforzare la sicurezza alimentare e proteggere la reputazione della tua attività. Operare con un piano HACCP obsoleto può comportare rischi significativi, sia in termini di sanzioni che di tutela della salute pubblica. La corretta formazione del personale è un elemento essenziale per la sua applicazione efficace.

Aggiornamento EFSA : l’importanza dell’European Food Safety Authority per la sicurezza alimentare

L’European Food Safety Authority (EFSA) è l’ente di riferimento a livello europeo per la valutazione dei rischi legati alla catena alimentare. Il suo ruolo è fondamentale per garantire che gli alimenti che arrivano sulle nostre tavole siano sicuri e di alta qualità. Le sue linee guida e raccomandazioni vengono regolarmente aggiornate per riflettere le più recenti conoscenze scientifiche e le nuove sfide emerse nel settore. Queste direttive influenzano direttamente le normative nazionali, compresi i piani HACCP che ogni attività alimentare deve implementare. Non seguire queste indicazioni significa non essere allineati con gli standard più elevati di sicurezza.

Aggiornamento EFSA : Le novità introdotte dall’European Food Safety Authority

Le nuove linee guida dell’EFSA per l’aggiornamento del piano di autocontrollo aziendale HACCP introducono diverse novità. . Tra le principali, troviamo un focus maggiore sulla valutazione dei rischi microbiologici emergenti, come nuove varianti di batteri patogeni. Inoltre, l’attenzione si sposta anche sui contaminanti chimici, con particolare riguardo ai residui di pesticidi e agli agenti inquinanti ambientali che possono intaccare la catena alimentare. Le nuove direttive pongono anche una forte enfasi sulla gestione degli allergeni, richiedendo protocolli più precisi e una formazione specifica del personale per prevenire la contaminazione crociata. L’adozione di nuove tecnologie per il monitoraggio e la tracciabilità è un’altra area di interesse, incoraggiando le aziende a implementare soluzioni digitali per una gestione più efficiente e accurata.

Cosa si rischia con un piano HACCP non aggiornato?

Non conformarsi alle nuove linee guida dell’European Food Safety Authority comporta rischi considerevoli. Il più immediato è il rischio di sanzioni pecuniarie. Le ispezioni da parte degli organi di controllo, come l’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) a Piacenza e Parma, possono rilevare la non conformità e applicare multe salate, che possono superare i 30.000 euro. Un’altra grave conseguenza è il blocco dell’attività, con la sospensione della produzione o della vendita fino all’avvenuto adeguamento. Oltre a ciò, un piano obsoleto aumenta il rischio di un’emergenza sanitaria, come un’intossicazione alimentare. Questo potrebbe danneggiare irreparabilmente la reputazione dell’azienda, con conseguente perdita di clienti e fiducia.

Formazione e autocontrollo aziendale: un binomio inscindibile

L’aggiornamento del piano di autocontrollo aziendale (HACCP) non può prescindere da una formazione adeguata del personale. È fondamentale che ogni dipendente, a qualsiasi livello, conosca e comprenda le nuove procedure. La formazione non deve essere vista come un mero adempimento, ma come un investimento nella sicurezza e nella qualità. La mancanza di formazione è una delle principali cause di errore nell’applicazione dei protocolli di sicurezza.

I benefici di una corretta gestione del piano HACCP

Adeguarsi alle nuove direttive dell’European Food Safety Authority porta con sé numerosi benefici. Oltre a evitare rischi legali e reputazionali, un piano aggiornato permette di ottimizzare i processi produttivi, ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza. Un sistema di autocontrollo ben gestito infonde fiducia nei clienti e nei partner commerciali, rafforzando il posizionamento dell’azienda sul mercato. Per una gestione efficace e semplificata del piano HACCP, è possibile consultare risorse esterne come il sito della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, per approfondire le normative e le buone prassi a livello globale.

Autocontrollo e Tracciabilità Alimentare a Fiorenzuola D’Arda.

Concludendo per maggiori dettagli sulla normativa e su come attuarla potete chiedere a Ecoconsulsas di Fiorenzuola D’Arda, azienda di consulenza sulla sicurezza alimentare .  I nostri contatti sono +39 0523984372 o potete scriverci a info@ecoconsulsas.it .

Aggiornamento EFSA
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Autocontrollo e Tracciabilità Alimentare : un Obbligo .

Autocontrollo e Tracciabilità Alimentare

Autocontrollo e Tracciabilità Alimentare: Non un Optional, ma un Obbligo Continuo

Autocontrollo e Tracciabilità Alimentare.  Un mondo nel  mondo della produzione e distribuzione alimentare, la sicurezza dei prodotti è una priorità assoluta e non negoziabile. Ogni giorno, milioni di consumatori ripongono la loro fiducia nelle aziende che operano in questo settore, aspettandosi che gli alimenti che portano in tavola siano sicuri e conformi. Al centro di questo delicato equilibrio ci sono l’autocontrollo e la tracciabilità, pilastri fondamentali di un sistema che mira a prevenire rischi e garantire la qualità. Tuttavia, non basta avere un piano, è cruciale mantenerlo costantemente aggiornato. La mancata attenzione a questo aspetto non è solo una leggerezza, ma un’esposizione a rischi significativi, sia per la salute pubblica che per la sopravvivenza stessa dell’azienda.

Il Cuore della Sicurezza Alimentare: Autocontrollo (HACCP) e Tracciabilità

Per comprendere l’importanza dell’aggiornamento, è essenziale richiamare il significato di questi due concetti chiave.

Il Sistema HACCP: Prevenzione, non Solo Controllo

L’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è un sistema di autocontrollo igienico-sanitario obbligatorio per tutte le aziende del settore alimentare, dalla produzione alla vendita. Il suo scopo principale è identificare i pericoli potenziali (biologici, chimici, fisici) in ogni fase del processo produttivo, valutare i rischi ad essi associati e stabilire le misure preventive necessarie per controllarli. Non si tratta quindi di un semplice “controllo finale” del prodotto, ma di un approccio proattivo che mira a prevenire l’insorgere dei problemi alla fonte.

Il piano HACCP deve essere un documento “vivo”, che riflette in ogni momento la realtà operativa dell’azienda. Non è sufficiente redigerlo una volta e archiviarlo.

Autocontrollo e Tracciabilità Alimentare : La Storia del Prodotto

La tracciabilità alimentare è la capacità di ricostruire il percorso di un alimento o di una sostanza che lo compone, attraverso tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione. Questo significa sapere “da dove viene” il prodotto e “dove va”. La tracciabilità è fondamentale in caso di problemi (ad esempio, una contaminazione): permette di risalire rapidamente alla fonte del problema, ritirare i lotti specifici dal mercato e proteggere i consumatori. È un sistema che non solo tutela il consumatore, ma anche l’azienda, limitando i danni in caso di crisi.

L’Obbligo di Aggiornamento: Una Scadenza Continua

A differenza di altre normative che prevedono scadenze fisse annuali, l’obbligo di aggiornare il piano di autocontrollo e le procedure di tracciabilità non ha una data specifica, ma è una scadenza continua e dinamica. Non esiste un “termine ultimo” per adeguarsi, perché l’adeguamento deve essere costante e immediato ogni qualvolta si verifichi una delle seguenti condizioni:

  • Modifiche alla Struttura: Ristrutturazioni dei locali, ampliamento degli spazi, modifiche ai percorsi di lavorazione.
  • Variazioni dei Processi Produttivi: Introduzione di nuove macchine, cambiamenti nelle fasi di lavorazione, modifiche nelle temperature o nei tempi di cottura/refrigerazione.
  • Introduzione di Nuovi Prodotti o Ingredienti: L’aggiunta di nuove materie prime o la produzione di nuovi alimenti richiede una nuova analisi dei rischi.
  • Cambio di Fornitori: Un nuovo fornitore può comportare un profilo di rischio diverso per le materie prime.
  • Nuovi Dati Scientifici o Normative: L’emersione di nuove conoscenze su pericoli alimentari o l’introduzione di nuove leggi/regolamenti impone un aggiornamento.
  • Rilievi da Parte delle Autorità di Controllo: Ispezioni delle ASL o dei NAS che evidenziano criticità o non conformità.
  • Reclami dei Consumatori o Incidenti Alimentari: Eventi che indicano un potenziale punto debole nel sistema di controllo.
  • Cambio del Personale Addetto: L’ingresso di nuovi responsabili o operatori potrebbe richiedere un riesame delle procedure operative.

In sintesi, ogni volta che c’è un cambiamento che può influenzare la sicurezza alimentare, il piano di autocontrollo e le procedure di tracciabilità devono essere immediatamente revisionati e aggiornati. E ogni singola modifica deve essere documentata, con data e motivazione.

Cosa si Rischia se Non si Aggiornano le Procedure?

Le conseguenze della mancata o insufficiente revisione e documentazione del sistema di autocontrollo e tracciabilità possono essere estremamente severe, sia dal punto di vista legale che economico e reputazionale.

Autocontrollo e Tracciabilità Alimentare : sanzioni Legali e Finanziarie

Il D.Lgs. 193/2007 e i Regolamenti Comunitari (Reg. CE 852/2004, 178/2002) prevedono un quadro sanzionatorio rigoroso. In caso di controlli da parte delle autorità (ASL, NAS Carabinieri, Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari – ICQRF), le violazioni possono comportare:

  • Multe Salatissime: La mancata applicazione o l’inosservanza dei principi HACCP, o la non corretta applicazione delle procedure di tracciabilità, può comportare sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da centinaia a decine di migliaia di euro. Le sanzioni variano a seconda della gravità della violazione e della sua potenziale pericolosità per la salute pubblica.
  • Sospensione o Revoca dell’Attività: Nei casi più gravi, quando la non conformità rappresenta un rischio serio e imminente per la salute pubblica, le autorità possono disporre la sospensione dell’attività o, in ultima istanza, la revoca delle autorizzazioni sanitarie, portando alla chiusura dell’azienda.
  • Sequestro di Alimenti o Attrezzature: Prodotti non conformi o attrezzature non idonee possono essere sequestrati.
  • Responsabilità Penale: In situazioni estreme, come la somministrazione di alimenti nocivi o la messa in commercio di prodotti gravemente alterati, i responsabili dell’azienda possono incorrere anche in sanzioni penali, con denunce e procedimenti a loro carico.

Danni Reputazionali e Finanziari Indiretti

Oltre alle sanzioni dirette, una non conformità può generare danni incalcolabili:

  • Perdita di Fiducia dei Consumatori: Un richiamo di prodotto o la notizia di una non conformità può distruggere anni di reputazione costruita, portando a una drastica riduzione delle vendite.
  • Costosi Richiami di Prodotto: In caso di problema, l’azienda è responsabile del ritiro del prodotto dal mercato, un’operazione estremamente costosa e complessa.
  • Contenziosi Legali: Azioni legali da parte di consumatori danneggiati o da parte di clienti (es. catene di supermercati) che hanno subito perdite economiche.
  • Difficoltà con i Partner Commerciali: La perdita di affidabilità può compromettere i rapporti con fornitori e distributori.

In definitiva, l’aggiornamento costante e la documentazione precisa del piano di autocontrollo e delle procedure di tracciabilità non sono un mero adempimento burocratico. Sono un investimento nella sicurezza, nella reputazione e nella sostenibilità economica dell’azienda. Ignorare questa “scadenza continua” significa giocare con la propria fortuna, mettendo a rischio non solo i prodotti, ma l’intera attività imprenditoriale. La prevenzione e la proattività sono le uniche vere garanzie in un settore così delicato.

Autocontrollo e Tracciabilità Alimentare a Fiorenzuola D’Arda.

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COVID-19-CORONAVIRUS

sicurezza alimentare

Informativa Coronavirus e buone prassi per evitare la diffusione

Viste  le attuali misure di prevenzione territoriale emanate a livello Nazionale, regionale e locale ed in attesa di eventuali disposizioni da parte delle Autorità Sanitarie, in relazione al nuovo Coronavirus 2019-nCoV, si riportano alcune indicazioni di buona prassi tratte dal “Situation Report – 12”, pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il 1 febbraio 2020.

In merito alla prevenzione è possibile ridurre il rischio di infezione proteggendo sé stessi e gli altri.

INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI A EVITARE ALLARMISMI, MA RACCOMANDIAMO A TUTTO IL PERSONALE LA MASSIMA RESPONSABILITÀ NELLA GESTIONE DI QUESTO DELICATO MOMENTO.

E’ IMPORTANTE SEGUIRE LE REGOLE RIPORTARE NELLA PRESENTE INFORMATIVA.

Questi alcuni accorgimenti di autoprotezione:

Lavarsi frequentemente le mani per almeno 20 secondi con acqua e sapone o con un disinfettante a base di alcol (dopo aver tossito/starnutito, dopo aver assistito un malato, prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno o più in generale quando le mani sono sporche in qualunque modo).

tossire o starnutire al riparo in un fazzoletto o nell’incavo del braccio e disinfettare poi le superfici;

Evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non lavate e pulite;

Porre attenzione all’adeguata igiene delle superfici (piani di lavoro, tastiere pc etc);

Evitare i contatti stretti e protratti con persone con sintomi simil influenzali e mantenersi a distanza di almeno 1m. da altri soggetti durante le conversazioni;

 Consumare i pasti in spazi aperti:

Sospendere, a livello precauzionale, per le prossime due settimane  eventuali incontri in azienda o presso        clienti/fornitori;

Verranno fornite specifiche disposizioni al personale che si occupa della pulizia dei locali per prestare sempre più attenzione e igienizzare tramite disinfettanti specifici gli spazi;

Non è raccomandato l’utilizzo generalizzato di mascherine chirurgiche in assenza di sintomi”.

Il nuovo Coronavirus è sensibile ai comuni disinfettanti: quelli contenenti alcol (etanolo) al 75%, o a base di cloro all’1%

Le indicazioni per proteggere gli altri:

Se hai una qualsiasi infezione respiratoria copri naso e bocca quando tossisci e/o starnutisci (gomito interno/fazzoletto).

Se hai usato un fazzoletto buttalo dopo l’uso.

Lavati le mani dopo aver tossito/starnutito.

VISTO LA PARTICOLARE SITUAZIONE, IN CASO DI PRESENZA DI SINTOMI INFLUENZALI, DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE O TOSSE, IN VIA CAUTELATIVA RIMANERE A CASA E CONTATTARE IL PROPRIO MEDICO DI BASE O IL N. 1500  O il NUMERO PROVINCIALE NEI CASI DUBBI

TRASMISSIONE

I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:

la saliva, tossendo e starnutendo

contatti diretti personali

le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi

una contaminazione fecale (raramente).

NEL CASO IN CUI SI MANIFESTINO I SINTOMI DEL CORONAVIRUS O NEL CASO DI CONTATTO DIRETTO CON PERSONE CONTAGIATE NEGLI ULTIMI 14 GIORNI

1. TASSATIVAMENTE non andare di persona negli ospedali, personale attrezzato si recherà a domicilio per effettuare il tampone;

2. prendere contatti (ALTERNATIVAMENTE NEL SEGUENTE ORDINE) con        

    il proprio medico di famiglia, che vi effettuerà il triage telefonico

o   il numero verde del Ministero della salute 1500, e seguire le istruzioni telefoniche;

o   il numero 118 in attesa del numero unico delle emergenze per la Regione Emilia Romagna.

o   Per la Provincia di Piacenza informazioni al  0523.30.36.00

3. evitare contatti sociali fino a contrordine del personale sanitario.

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Regione Emilia Romagna : Etichettatura alimentare 2019

sicurezza alimentare

La Regione Emilia Romagna ha distribuito nel settembre scorso “Etichetta alimentare. Guida pratica alla lettura per fare scelte sane e consapevoli” ,  uno “speciale” realizzato  Servizio Sanitario  in collaborazione con Coldiretti Emilia Romagna. 

E’ una guida veloce, intuitiva, con testi semplici e diretti per spiegare ogni componente che si trova nell’etichetta alimentare, adatto ai consumatori di tutte le età.

Si inizia da “Cos’è l’etichetta?”, un’infografica che riproduce il prodotto alimentare e sotto una definizione breve e immediata, per poi proseguire con la risposta a tre quesiti: “Perché è importante” “Cosa dice la legge” “Per saperne di più”.

Attraverso il “Per saperne di più” sarà possibile, nella versione cartacea, scansionare il QR- code della dispensa per leggere gli approfondimenti (legislativi) dal proprio smartphone;

Scaricate qui la guida o dal sito

 https://www.alimenti-salute.it/etichettatura-alimetare-guida-pratica-alla-lettura

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Gli scarti di origine animale sono rifiuti?

sicurezza alimentare

Gli  Scarti di origine animale sono rifiuti?

La Sez. III della Cassazione Penale con Sentenza  n. 51004 del 9 novembre 2018 (UP 15 giu 2018) ha stabilito che “Gli scarti di origine animale sono sottratti all’applicazione della normativa in materia di rifiuti, e soggetti esclusivamente al Regolamento CE n. 1774/2002, solo se qualificabili come sottoprodotti ai sensi dell’art. 183, comma primo, lett. n), d. lgs. n. 152 del 2006; diversamente, in ogni altro caso in cui il produttore se ne sia disfatto per destinarli allo smaltimento, restano soggetti alla disciplina generale sui rifiuti

Omissis

“La Corte di appello, infatti, ha correttamente ribadito che gli scarti di origine animale sono sottratti all’applicazione della normativa in materia di rifiuti, e soggetti esclusivamente al Regolamento CE n. 1774/2002, solo se qualificabili come sottoprodotti ai sensi dell’art. 183, comma primo, lett. n), d. lgs. n. 152 del 2006; diversamente, in ogni altro caso in cui il produttore se ne sia disfatto per destinarli allo smaltimento, restano soggetti alla disciplina generale sui rifiuti (tra le altre, Sez. 3, n. 2710 del 15/12/2011, Lombardo, Rv. 251900; Sez. 3, n. 12844 del 5/2/2009, De Angelis, Rv. 243114). Orbene, in assenza di qualsivoglia elemento che giustifichi l’applicazione dell’art. 183 richiamato in tema di sottoprodotti, non individuabile neppure nel presente ricorso, ecco dunque che non appare censurabile la decisione del Giudice di appello che ha qualificato detti scarti come rifiuti, atteso il loro pacifico abbandono sul fondo agricolo di cui sopra”.

La CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. FERIALE il 12/08/2016 si era di recente espressa con la Sentenza n.34874

Omissis

“Allo stesso modo, del tutto privo di pregio è il richiamo alla disciplina in tema di s.o.a., atteso che, per costante giurisprudenza di questa Corte, gli scarti di origine animale sono sottratti all’applicazione della normativa in materia di rifiuti ed esclusivamente soggetti al Regolamento CE n. 1774/2002 solo se sono effettivamente qualificabili come sottoprodotti ai sensi dell’art. 183, comma primo, lett. n), D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152; diversamente, in ogni altro caso in cui il produttore se ne sia disfatto per destinarli allo smaltimento ­ come nel caso in esame ­ restano soggetti alla disciplina sui rifiuti dettata da tale ultimo decreto, atteso che le disposizioni del Regolamento CE n. 1774/2002 regolano esclusivamente i profili sanitari e di polizia veterinaria, rimanendo esclusi i profili di gestione per i quali permane l’operatività della disciplina generale (da ultimo, v. Sez. 3, n. 2710 del 15/12/2011 ­ dep. 23/01/2012, Lombardo, Rv. 251900). Quanto all’attribuzione della responsabilità al ricorrente, infine, il giudice motiva le ragioni della riferibilità soggettiva del fatto al Servodìo, avendo chiarito che il proprietario del terreni fosse detenuto al momento del fatto e che, pertanto, logicamente ad occuparsi della “gestione” degli animali era il ricorrente (e, conseguentemente, a questi deve ascriversi l’abusiva gestione dei reflui), donde le doglianze del ricorrente medesimo appaiono sul punto puramente contestative.”

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Il rischio legionellosi nelle strutture ricettive. Non abbassare la guardia

sicurezza alimentare

“ I campioni di acqua prelevati il 19 giugno dall’Ausl in una  struttura residenziale per anziani a Piacenza hanno evidenziato una “contaminazione importante del batterio legionella pneumophila  sierogruppo 1 di tutti i punti dell’impianto idro-sanitario campionati”.  In seguito alla nota dell’Ausl, il Comune di Piacenza ha ordinato la sospensione immediata dell’attività della struttura con il trasferimento degli ospiti in strutture con parametri assistenziali non inferiori fino all’attuazione da parte del gestore di idonei interventi atti ad eliminare la contaminazione dell’impianto idro sanitario da parte di legionella pneumophila.”

Questa notizia apparsa sul quotidiano locale di Piacenza nel giugno scorso mette in evidenza come, nei confronti del batterio della legionella ,  sia necessario non abbassare la guardia.

Le Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi approvate dalla Conferenza Stato-Regioni, il 7 maggio 2015, indicano  l’obbligp da parte delle strutture considerate a rischio di procedere alla valutazione del rischio da Legionella e di predisporre il relativo documento di autocontrollo.

Il 19 giugno 2017 sono state pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna le Lenee guida regionali per la sorveglianza e il controllo della Legionellosi approvate con Deliberazione della Giunta Regionale del 12 giugno 2017 n.828 in recepimento dell’Accordo Stato Regioni sopra richiamato.

Le strutture considerate a rischio sono quelle nelle quali risultano presenti impianti che comportano un moderato riscaldamento dell’acqua e la sua nebulizzazione (docce, aerosol, idromassaggi, sistemi importanti di condizionamento, saune, piscine, ecc.) o la presenza di utenti con sistema immunitario deficitario o alterato . Le linee guida Regionali identificano alcune tipologie di strutture :  Turistico-Recettive, Stabilimenti Termali, Strutture Sanitarie , Strutture ove si erogano procedure assistenziali.

Ad esempio sono sicuramente interessati : alberghi, hotel, pensioni, rifugi, campeggi, bed & breakfast, affittacamere, agriturismi, piscine, palestre, stabilimenti termali, spa e wellness, Strutture socio sanitarie, Socio assistenziali, Hospice .

Allegati: legionella-linee-guida-stato-regioni

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Protezione delle Api e biodiversità

sicurezza alimentare

Gli  Stati  Membri hanno appoggiato la proposta della Commissione Europea per la limitazione e ulteriormente l’uso di tre sostanze attive (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam, sostanze neonicotinoidi) .Anche l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha giudicato dannose per le api le sostanze neonicotionoidi.

La protezione delle api è un tema molto imporatnte per l’Europa per la tutela della biodiversità, la produzione di alimenti e l’ambiente. 

La decisione segue le misure già prese dal 2013. . Gli usi all’esterno di queste tre sostanze verranno vietati .I neonicotinoidi sopra richiamati saranno soltanto permessi nelle coltivazioni in serra. Il Regolamento verrà adottato dalla Commissione Europea prossimamente e sarà applicabile dalla fine del 2018.

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l’Emilia-Romagna e l’antibiotico resistenza

sicurezza alimentare

la finalità  Principale è quella di di:

  • Acquisire dati sull’uso di antibiotico in allevamento e nella pratica veterinaria degli animali da compagnia, fornire dati sulle resistenze circolanti 
  • Affiancare i medici veterinari liberi professionisti, i medici veterinari pubblici, i farmacisti, le industrie farmaceutiche e gli allevatori nella valutazione della corretta gestione del farmaco
  • Stilare Linee guida sull’uso responsabile degli antibiotici negli animali da reddito (bovinosuino e avicolo) e negli animali da compagnia (pet)

L’opuscolo  ‘Difendere le nostre difese‘ illustra progetti della Regione Emilia-Romagna sull’antibiotico resistenza destinato ai tecnici.

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