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SLITTA A GIUGNO IL NUOVO MUD 2021

sicurezza ambientale
30 Marzo 2021

Il D.P.C.M. del 23 dicembre 2020, ha approvato il nuovo MUD, Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale che i produttori e i gestori dovranno compilare per il 2021. La scadenza ultima non sarà come di solito il 30 aprile, ma per la situazione pandemica, la data slitterà al 16 giugno 2021.

Lo schema generale del MUD continua ad essere articolato in 6 comunicazioni. Vi sono invece alcune novità nelle informazioni da trasmettere e nelle modalità di invio delle comunicazioni.

In particolare riguardano:

  • gli impianti che svolgono attività di recupero
  • la comunicazione rifiuti e veicoli fuori uso
  • la scheda “CG-costi di gestione” della comunicazione rifiuti urbani è stata completamente ridisegnata;
  • modifiche nelle categoriedella comunicazione RAEE
  • nella comunicazione RAEE aggiunta la voce della quantità di RAEE preparate per il riutilizzo

Continuano, invece, ad essere applicabili le sanzioni per la tardiva, omessa o incompleta dichiarazione che rimangono invariate.

Restano esonerati dall’obbligo di presentazione:

  • i produttori di rifiuti che non sono inquadrati in un’organizzazione di ente o di impresa.
  • gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile con un volume di affari annuo non superiore a euro ottomila, le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, di cui all’articolo 212, comma 8, del D.lgs. 152/2006, nonché per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti;
  • le imprese e gli enti produttori di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, diversi da quelli indicati alle lettere c), d) e g)
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Rifiuti urbani – Dalla Produzione alla Raccolta differenziata 2016-2017

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L’evoluzione della produzione dei rifiuti urbani-Provincia di Piacenza-2007-2017

sicurezza ambientale
04 Dicembre 2018

In Italia negli ultimi cinque anni la produzione dei rifiuti urbani  ha avuto un andamento altalenante. : in calo rispetto al 2012 nel 2013 e 2014, in lieve aumento nel 2015  ed ancora in significativa crescita nel 2016.

Mentre nel 2016 la Raccolta differenziata dei rifiuti in Italia raggiunge il 52,5%  (+ 5% sull’anno precedente) la quantità raccolta è stata pari a 497,06 Kg per abitante in aumento quindi + 2,2% rispetto all’anno 2015 . Continua quindi  a crescere anche la produzione pro capite di rifiuti, cioè  il quantitativo espresso in chilogrammi di rifiuti  prodotti in un anno da ciascun abitante residente. Il centro Italia è la zona geografica dove si producono più rifiuti urbani pro capite con 548 kg/ab, seguono il nord con  510 kg/ab. ed il sud con 449,96 Kg./ab.

 In Emilia Romagna la gestione dei rifiuti urbani, riportata nel Report 2017  (dati riferiti all’anno 2016) della Regione e di ARPAE, ci consegna una raccolta differenziata al 61,8%  . Per contro, una produzione  di 666 Kg per abitante : + 169 kg/ab/anno rispetto alla media nazionale. I dati  regionali fino ad oggi disponibili riferiti invece all’anno 2017 evidenziano un incremento della raccolta differenziata che tocca il 64,3% (+2,5) con 1.861.000 tonnellate avviate al recupero. Il dato per abitante è di 417 kg./anno di rifiuto differenziato.

La produzione pro capite dei rifiuti urbani nel territorio piacentino è rimasta, nel decennio;  pressoché costante. Infatti nel 2007 si producevano 664 kg. di rifiuti urbani ad abitante e lo stesso dato , 664 Kg., è quello registrato nel 2017.Dal 2012 al 2014 si è registrata una  leggera tendenza alla riduzione, poi la produzione è ritornata a crescere con un picco nel 2016  che ha raggiunto i 679 kg. di rifiuti per abitante  per poi riscendere nel 2017.

Scarica lo studio di Eco Consaul sas

Allegati: pubblicaz-evoluzione-rifiuti-pc-2

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Produzione pro capite dei Rifiuti urbani . Provincia di Piacenza. Classifica 2016

sicurezza ambientale
19 Luglio 2018

Nella speciale Classifica Piacentina ricavata dai dati regionali, mentre per quanto riguarda la Raccolta Differenziata  anche i  comuni più grandi hanno ottime o buone performances ( Podenzano 81,4% in prima posizione,  Castel San Giovanni 77%  in sesta , Fiorenzuola con 70,2%  in tredicesima) tra i comuni con minori quantitativi pro capite smaltiti , cioè il quantitativo di rifiuti indifferenziati pro capite avviati allo smaltimento,  troviamo ai primi posti i piccoli comuni (Besenzone al primo posto, San Giorgio al terzo , San Pietro in Cerro al quarto)  anche se  alcuni dei comuni tra i più popolati della provincia (Podenzano al secondo posto, Rottofreno al decimo) hanno fatto registrare  prestazioni molto interessanti.

 Da qualche anno ci si sofferma anche  a riflettere in modo più approfondito sul dato della produzione annuale pro capite di rifiuti, che rappresenta un elemento sostanziale nelle politiche di riduzione. Ecco allora estrapolata dal Report 2017 una graduatoria dei comuni piacentini i cui abitanti  producono meno rifiuti .

In testa soprattutto i piccoli comuni (Besenzone, San Pietro in Cerro, Gropparello) mentre i comuni più grandi ( Rottofreno a parte in dodicesima posizione) sono collocati dalla metà classifica in giù.

Allegati: produzione-procapite-rifiuti-2017-dati-2016-2-1

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La sostenibilità nei siti internet della Grande Distribuzione Commerciale

sicurezza ambientale
16 Maggio 2018

La Grande Distribuzione Organizzata e lo Sviluppo Sostenibile

Come si colloca la Grande Distribuzione Organizzata all’interno delle politiche e degli obiettivi che vanno in direzione dello Sviluppo sostenibile? Possiamo anticipare che siamo in presenza di “ sprazzi di sostenibilità “ in ogni grande gruppo. In parte si stanno sperimentando approcci “pratici” anche se in alcuni casi non ancora in modo organico e olistico, alla partecipazione “ civica “ in favore dello sviluppo Sostenibile da considerare come risorsa (operativa, informativa, conoscitiva) rilevante da sviluppare in futuro in una logica di sistema e di approccio complessivo alle politiche aziendali che sposino appieno il concetto di sostenibilità dello sviluppo “.

Diversi Gruppi , i principali, hanno preso molto seriamente le politiche aziendali in direzione dello sviluppo sostenibile e si stanno incamminando ,magari con passo diverso, ma consapevole, in questa direzione. Di seguito presentiamo i risultati di una ricerca sviluppata attraverso i siti internet che illustra come i vari gruppi comunicano pubblicamente le informazioni ambientali e di sostenibilità. Prioritariamente si sono presi in esame e i primi dieci gruppi più importanti della GDO alimentare. I titoli e le relative descrizioni sono sintesi di valori comunicati dai gruppi stessi. I contenuti riportati rappresentano esclusivamente ciò che viene pubblicato nei siti internet del Gruppo Principale (alla data dello Studio) e in alcuni casi delle Aziende collegate facenti parte del gruppo stesso. In alcuni casi si è cercato di rendere discorsiva la forma senza cambiarne o alterarne la qualità e i contenuti .

Allegati: supermercato-del-futuro-2

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La gestione dei rifiuti in Emilia Romagna

sicurezza ambientale
08 Maggio 2018

Appuntamento fisso da più di un decennio, anche quest’anno il report “La gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna” ricostruisce lo stato dell’arte della gestione di rifiuti urbani e speciali nella Regione Emilia-Romagna.

I dati contenuti nel rapporto sono quelli relativi all´anno 2016 per i rifiuti urbani e all´anno 2015 per i rifiuti speciali. La base conoscitiva è garantita da un sistema informativo.

In leggero aumento la produzione dei rifiuti urbani in Emilia-Romagna: nel 2016 ne sono stati prodotti oltre 2.900.000 tonnellate, ovvero l’1,1% in più rispetto al 2015.

Nel 2016 la raccolta differenziata ha interessato il 61,8% dei rifiuti urbani raccolti, confermando il trend positivo degli ultimi anni. Più di un terzo della popolazione risiede in Comuni con un tasso di raccolta differenziata superiore al 65%.

A fronte di una produzione complessiva sostanzialmente stabile, sono calati di circa il 3% i rifiuti indifferenziati residui e lo smaltimento in discarica di rifiuti urbani ha registrato un’ulteriore flessione: dall’8,5% del 2015 si è passati al 4,7% del 2016, un dato che colloca la regione ben al di sotto della soglia del 10% prevista come obiettivo al 2035 nel nuovo pacchetto europeo di misure sull’economia circolare.

Sul fronte dei rifiuti speciali i dati più recenti disponibili, relativi al 2015, evidenziano un lieve calo (-5%) della produzione. La forma di gestione prevalente si conferma il recupero di materia, che riguarda oltre il 70% del totale gestito.

Scarica il report rifiuti 2017

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ENTRO IL 30 APRILE SCADENZA DEL MUD (MODELLO DICHIARAZIONE UNICA AMBIENTALE)

sicurezza ambientale
13 Aprile 2018

Il Decreto del Presidente del Consiglio del 28 dicembre 2017 contiene la definizione dei soggetti interessati che sono così individuati:

  1. Comunicazione Rifiuti
    • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
    • Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
    • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
    • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
    • Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall’articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).

Si ricorda inoltre che sono esclusi dall’obbligo di presentazione del MUD, in base alla Legge 28 dicembre 2015, le imprese agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile, nonché i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02.

  1. Comunicazione Veicoli Fuori Uso
    • Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.
  2. Comunicazione Imballaggi
    • Sezione Consorzi: CONAI o altri soggetti di cui all’articolo 221, comma 3, lettere a) e c).
    • Sezione Gestori rifiuti di imballaggio: impianti autorizzati a svolgere operazioni di gestione di rifiuti di imballaggio di cui all’allegato B e C della parte IV del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152
  3. Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
    • soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 49/2014.
  4. Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
    • soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.
  5. Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
    • produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento.
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Entro il 30 aprile la nomina l’energy manager

sicurezza ambientale
12 Aprile 2018

Ricordiamo che ai sensi dell’art.19 della Legge 10/91  i soggetti previsti dall’art.19 della predetta Legge sono obbligati entro il 30 aprile alla nomina del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, chiamato anche Energy manager:

I soggetti obbligati, ai sensi dell’art.19 della Legge 10/91 alla nomina dell’Energy Manager entro il 30 aprile sono :

i soggetti operanti nel settore industriale che nell’anno precedente hanno avuto un consumo di energia superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio;

i soggetti operanti nei settori civile, terziario e dei trasporti che nell’anno precedente hanno avuto un consumo di energia superiore a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio.

La nomina deve essere inviata esclusivamente attraverso la piattaforma NEMO (Nomina Energy Manager On-line) disponibile all’indirizzo nemo.fire-italia.org

Le linee guida per l’utilizzo della piattaforma sono disponibili al link: “Linee guida FIRE per la comunicazione della nomina dell’Energy manager“.

Sono previste sanzioni per la ritardata o mancata nomina da parte di soggetti obbligati

La Legge 9 gennaio 1991, n.10 “Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso nazionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia” specifica all’art. 34 comma 8 che […] L’inosservanza della disposizione che impone la nomina, ai sensi dell’articolo 19, del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, è punita con la sanzione amministrativa non inferiore a lire dieci milioni e non superiore a lire cento milioni.

Con il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” è stato emanato il seguente aggiornamento all’art.132 comma 8: […] L’inosservanza, della disposizione che impone la nomina, ai sensi dell’articolo 19 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, è punita con la sanzione amministrativa non inferiore a 5.164 euro e non superiore a 51.645 euro.

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Acqua potabile più sicura, Bruxelles propone la revisione della normativa europea

sicurezza ambientale
07 Febbraio 2018

Presentata proposta legislativa per migliorare la qualità e l’accesso all’acqua potabile e le informazioni ai cittadini 

Il diritto di accedere a servizi essenziali di qualità, compresa l’acqua, è uno dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali approvato all’unanimità dai capi di Stato o di governo al vertice di Göteborg.La proposta legislativa presentata ieri dalla Commissione europea si propone di garantire questo diritto, fornendo così una risposta all’iniziativa “Right2Water” – la prima delle iniziative dei cittadini europei conclusasi con successo – che ha raccolto 1,6 milioni di firme a sostegno di un migliore accesso all’acqua potabile per tutti i cittadini europei. Inoltre, per permettere ai consumatori di disporre di maggiori strumenti, la proposta assicura che i fornitori comunichino loro informazioni più chiare sul consumo idrico, sulla struttura dei costi e sul prezzo al litro per consentire un confronto con il prezzo dell’acqua in bottiglia. In questo modo essa contribuisce sia all’obiettivo ambientale di ridurre l’uso superfluo della plastica e limitare l’impronta di carbonio dell’UE, sia a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Le nuove norme obbligheranno gli Stati membri a migliorare l’accesso all’acqua potabile per tutti i cittadini e in particolare per i gruppi più vulnerabili e marginali che, attualmente, hanno difficoltà ad accedervi. In pratica, ciò significa creare attrezzature per l’accesso all’acqua potabile in spazi pubblici, lanciare campagne per informare i cittadini circa la qualità dell’acqua a loro accessibile e incoraggiare le amministrazioni e gli edifici pubblici a fornire accesso all’acqua potabile.

Un altro importante cambiamento nella legislazione consentirà al pubblico di accedere — anche online — con facilità e semplicità a informazioni circa la qualità e l’approvvigionamento di acqua potabile nella zona in cui vivono, aumentandone la fiducia nei confronti dell’acqua di rubinetto. In base alle stime, le nuove misure dovrebbero ridurre i potenziali rischi per la salute connessi all’acqua potabile dal 4% a meno dell’1%.

Ridurre il consumo di acqua in bottiglia può inoltre aiutare le famiglie in Europa a risparmiare più di 600 milioni di euro l’anno. Grazie a una maggiore fiducia nell’acqua di rubinetto, i cittadini possono contribuire a ridurre i rifiuti di plastica provenienti dalle acque in bottiglia, compresi i rifiuti marini. Le bottiglie di plastica sono uno dei più comuni prodotti in plastica monouso rinvenuti sulle spiagge europee. Con l’aggiornamento della direttiva sull’acqua potabile, la Commissione aggiunge un importante tassello sul piano legislativo al percorso verso l’attuazione della strategia dell’UE sulla plastica, presentata il 16 gennaio 2018.

Una migliore gestione dell’acqua potabile da parte degli Stati membri scongiurerà perdite d’acqua evitabili e contribuirà a diminuire l’impronta di CO2. La proposta apporterà quindi un contributo significativo al raggiungimento degli obiettivi 2030 di sviluppo sostenibile (obiettivo 6) e degli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Il nuovo approccio alla sicurezza basato sul rischio contribuirà allo svolgimento di controlli di sicurezza più mirati nei casi in cui i rischi siano più elevati.

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MUD 2018: Entro il 30 aprile

sicurezza ambientale
07 Febbraio 2018

E’ stato approvato con D.P.C.M. del 28 dicembre 2017 il nuovo modello ministeriale per la dichiarazione MUD da presentarsi entro il 30 aprile 2018.

Il MUD, la dichiarazione annuale sui rifiuti prodotti e gestiti dalle aziende nel 2017, deve obbligatoriamente essere presentato alla CCIAA  entro la consueta scadenza del 30 aprile prossimo.

Il decreto è comprensivo di istruzioni per la compilazione e di modulistica da utilizzarsi.

Le sezioni di cui è composta la modulistica del “nuovo” MUD sono:

  • Comunicazione Rifiuti
  • Comunicazione Veicoli Fuori Uso
  • Comunicazione Imballaggi, composta dalla Sezione Consorzi e dalla Sezione Gestori Rifiuti di imballaggio.
  • Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
  • Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
  • Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Per un servizio sempre più accurato e preciso, Invitiamo tutte le aziende a farci pervenire i dati necessari per la compilazione del MUD 2018 entro il 28 febbraio prossimo.