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Sfalci da manutenzione del verde: non più sottoprodotti

Sfalci da manutenzione e potature: non sono sottoprodotti, ma rifiuti da smaltire correttamente.

17 Maggio 2024 – La gestione dei residui derivanti dalla manutenzione del verde, sia pubblico che privato, ha subito un importante chiarimento da parte della Commissione Europea, circa gli sfalci da manutenzione, in risposta a un quesito posto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

La questione centrale riguardava la possibilità di classificare questi scarti come sottoprodotti, escludendoli così dalla disciplina sui rifiuti. La risposta della Commissione è stata netta: gli sfalci  da manutenzione e le potature non possono essere considerati sottoprodotti.

Perché gli sfalci non sono sottoprodotti?

La Direttiva Europea 2008/98/CE sui rifiuti definisce un rifiuto come “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi”. I residui della manutenzione del verde rientrano chiaramente in questa definizione, non essendo destinati ad alcun ulteriore utilizzo.

Inoltre, l’articolo 5 della stessa direttiva stabilisce le condizioni per qualificare una sostanza come sottoprodotto. Tra queste, è fondamentale che la sostanza derivi da un “processo di produzione”. La Commissione Europea ha chiarito che l’attività di manutenzione del verde non può essere considerata un processo produttivo in quanto il suo scopo è la cura e la conservazione delle aree verdi, non la fabbricazione di un prodotto.

Quali sono le conseguenze per gli sfalci da manutenzione?

La precisazione della Commissione Europea ha importanti conseguenze per la gestione di questi rifiuti. In particolare:

  • Non è possibile smaltirli liberamente in natura o conferirli in discariche non autorizzate.
  • Devono essere conferiti a impianti di trattamento regolarmente autorizzati.
  • Il loro smaltimento è soggetto ai controlli previsti dalla normativa sui rifiuti.

Cosa fare con gli scarti degli sfalci della manutenzione del verde?

Esistono diverse soluzioni per il corretto smaltimento degli scarti di manutenzione del verde, tra cui:

  • Compostaggio: Gli scarti possono essere trasformati in compost, un fertilizzante naturale utile per l’agricoltura e il giardinaggio.
  • Pacciamatura: I residui triturati possono essere utilizzati come pacciamatura per le aiuole, aiutando a trattenere l’umidità nel terreno e a ridurre la crescita delle erbacce.
  • Biogas: In alcuni casi, gli scarti di manutenzione del verde possono essere utilizzati per la produzione di biogas, una fonte di energia rinnovabile.

È importante sottolineare che la scelta della soluzione più idonea dipende da diversi fattori, come la quantità e il tipo di scarti prodotti, la disponibilità di impianti di trattamento e le normative locali.

Conclusione

La precisazione della Commissione Europea sulla natura dei residui della manutenzione del verde è un passo importante per una gestione più efficiente e sostenibile di questi scarti. È fondamentale che tutti gli operatori del settore, dagli enti pubblici alle aziende private, siano consapevoli delle normative vigenti e adottino le corrette procedure di smaltimento.

Per maggiori dettagli sulla normativa e su come attuarla potete chiedere a Ecoconsulsas di Fiorenzuola D’Arda, azienda di consulenza sulla sicurezza ambientale.  I nostri contatti sono +39 0523984372 o potete scriverci a info@ecoconsulsas.it .

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Pneumatici fuori uso: ripristinati gli obblighi per gli operatori.

Pneumatici fuori uso: ripristinati gli obblighi per gli operatori

Ripristinato l’obbligo di gestione dei Pneumatici Fuori Uso (Pfu) per tutti gli operatori singoli che immettono sul mercato almeno 200 tonnellate di pneumatici l’anno.

Con la sentenza 21 maggio 2024, n. 4519, il Consiglio di Stato ha riformato la precedente sentenza del Tar del Lazio che aveva annullato il Dm 182/2019 (cd. “Regolamento Pfu”). Il Decreto, infatti, stabiliva l’obbligo per gli operatori di provvedere autonomamente allo smaltimento dei Pfu generati.

La decisione del Consiglio di Stato si basa sulla considerazione che l’obbligo di gestione dei Pfu, seppur non esplicitamente previsto dalla normativa, non risulti neanche escluso. Anzi, l’articolo 228 del Dlgs 152/2006 (“Codice ambientale”) attribuisce al Ministero dell’Ambiente il compito di individuare le modalità più opportune per una gestione dei Pfu rispettosa dell’ambiente, con ampia discrezionalità.

Inoltre, lo stesso articolo 228 correla i quantitativi di Pfu da gestire ai quantitativi di pneumatici destinati alla vendita “sul territorio nazionale”, a dimostrazione, secondo il Consiglio di Stato, dell’importanza di un approccio territoriale nella gestione di questi rifiuti.

La soglia di 200 tonnellate fissata dal Ministero, pur potendo apparire bassa, viene ritenuta dal Consiglio una valutazione di merito basata su ragioni di convenienza economica. Tale valutazione, non configura un vizio di legittimità come invece sostenuto dal Tar del Lazio.

La conseguenza di questa sentenza è che, a partire dal 21 maggio 2024, tutti gli operatori che immettono sul mercato almeno 200 tonnellate di pneumatici l’anno dovranno provvedere autonomamente alla gestione dei Pneumatici Fuori Uso.

Si tratta di un passo importante per la tutela dell’ambiente, in quanto contribuirà a ridurre l’abbandono illegale di Pfu e a favorire il loro riciclo e smaltimento in maniera corretta.

Per maggiori dettagli sulla normativa e su come attuarla potete chiedere a Ecoconsulsas di Fiorenzuola D’Arda, azienda di consulenza sulla sicurezza ambientale.  I nostri contatti sono +39 0523984372 o potete scriverci a info@ecoconsulsas.it .

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Nuovo regolamento attività rumorose a Fiorenzuola D’Arda.

Regolamento attività rumorose temporanee: Fiorenzuola d’Arda approva il nuovo regolamento

Fiorenzuola d’Arda ha finalmente un nuovo strumento per contrastare l’inquinamento acustico causato da attività rumorose temporanee. Il 29 aprile 2024, il Consiglio Comunale ha infatti approvato il Regolamento per la disciplina delle attività rumorose temporanee, un provvedimento che mira a tutelare la quiete pubblica e il benessere dei cittadini.

Cosa prevede il Regolamento?

Il Regolamento si applica a un’ampia gamma di attività, tra cui quelle agricole, cantieri temporanei e mobili, cantieri interni, manifestazioni temporanee in siti dedicati, edifici destinati ad attività diverse da attività umane, edifici sanitari e scolastici. Per ciascuna di queste categorie, per l’ambiente,  il Regolamento definisce valori relativi alla durata e il limite orario consentiti.

Tutela del benessere e dell’ambiente

L’approvazione del Regolamento rappresenta un passo importante verso la tutela del benessere dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. L’inquinamento acustico, infatti, può avere effetti negativi sulla salute, causando stress, disturbi del sonno e persino problemi di udito.

Un esempio da seguire

Fiorenzuola d’Arda non è l’unico comune italiano ad aver adottato un Regolamento per la disciplina delle attività rumorose temporanee. In diverse altre realtà, come Bologna, Modena e Parma, sono già stati implementati provvedimenti simili con l’obiettivo di garantire un ambiente più vivibile per i cittadini.

Cosa dice la legge?

A livello nazionale, la materia è disciplinata dalla Legge n. 447 del 1995, che definisce i principi fondamentali per la tutela dell’ambiente dall’inquinamento acustico. La legge stabilisce che i comuni possono adottare regolamenti per disciplinare le attività rumorose temporanee, nel rispetto delle normative europee.

Un impegno per il futuro

L’approvazione del Regolamento per le attività rumorose temporanee rappresenta un impegno concreto da parte del Comune di Fiorenzuola d’Arda per la tutela del benessere dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente. Un esempio da seguire per altre amministrazioni locali, al fine di costruire un futuro più sostenibile e vivibile per tutti.

Oltre alle informazioni contenute nell’articolo, è importante sottolineare che:

  • Il Regolamento prevede un sistema sanzionatorio per chi viola le sue disposizioni. Le sanzioni sono quelle previste dall’art.10 della Legge n.447/1995 e dall’articolo 16 della L.R. n.15/2001.
  • Il Regolamento è disponibile sul sito web del Comune di Fiorenzuola d’Arda.

Con l’approvazione di questo Regolamento, Fiorenzuola d’Arda si conferma un comune attento alle tematiche ambientali e al benessere dei suoi cittadini.

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TECNICI RIFIUTI: 16/10/2023 SCADENZA PER L’IDONEITÀ

Responsabili tecnici rifiuti in scadenza il 16/10/2023

Esami di idoneità per 13.000 tecnici di rifiuti.

Tecnici rifiuti  L’Albo Nazionale Gestori  Ambientali ha informato della prossima scadenza, il 16 ottobre 2023 dei
requisiti di idoneità riguardanti 13 mila Tecnici Rifiuti che stanno operando in regime transitorio. Questi soggetti dovranno quindi sostenere l’esame.

Sanzioni e limitazioni per chi non si attiva per tempo.

L’Albo Nazionale ha già pianificato la comunicazione alle aziende perché si attivino per tempo. Infatti in caso di perdita del requisito di idoneità ed in assenza della nomina di un nuovo soggetto saranno applicate le limitazioni e le sanzioni previste delle deliberazioni dell’Albo.

Quando iscriversi all’esame di tecnici di rifiuti.

L’iscrizione all’esame di per i Responsabili Tecnici di rifiuti dovrà avvenire tra i 60 e i 40 giorni prima della data della prova. Il mancato superamento dell’esame entro il 16 ottobre 2023, oltre alla perdita delle agevolazioni, passato il periodo di 90 giorni , consentiti, di esercizio provvisorio da parte del legale rappresentante (con funzioni di Responsabile Tecnico).   Inoltre, in mancanza della nomina di un nuovo Responsabile, l’Albo Gestori Ambientali si avvierà il procedimento per la cancellazione dell’impresa dall’Albo. 

Imprese in regime transitorio

Le imprese che operano in regime transitorio, comunica l’Albo, sono iscritte per le seguenti categorie:

1. raccolta e trasporto rifiuti urbani

4. raccolta e trasporto rifiuti speciali non pericolosi

5 . raccolta e trasporto rifiuti speciali pericolosi);

8. intermediazione e commercio rifiuti senza detenzione

9 .bonifica siti

10. bonifica beni contenenti amianto

Due parole sull’Albo Nazionale Gestori Ambientali

L’Albo nazionale gestori ambientali è stato istituito dal D.Lgs 152/06 e succede all’Albo nazionale gestori rifiuti disciplinato dal D.Lgs 22/97. E’ costituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è articolato in un Comitato Nazionale, con sede presso il medesimo Ministero, e in Sezioni regionali e provinciali, con sede presso le Camere di commercio dei capoluoghi di regione e delle province autonome di Trento e Bolzano. Il Comitato Nazionale e le Sezioni regionali e provinciali sono interconnessi dalla rete telematica delle Camere di commercio.

eco consul sas è abilitata ad assumere l’incarico di responsabile tecnico.

Sono molti i clienti per i quali svolgiamo già questo servizio. Per info chiama il +39 0523 98.43.72

 amministrazione@ecoconsulsas.it

bonus fiscale 2023
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BONUS RACCOLTA DIFFERENZIATA: cosa è, chi ne ha diritto.

Il bonus raccolta differenziata è stato inserito nella legge di Bilancio 2023 e riguarda i crediti di imposta al 36% per chi utilizza prodotti riciclati

Chi ha diritto al bonus

Le aziende che acquistano prodotti realizzati con materiali riciclati come gli imballaggi in plastica biodegradabili e compostabili, conformi alla normativa UNI EN 3432:2002, o derivati dalla raccolta differenziata della carta, dell’alluminio e del vetro, potranno beneficiare per gli anni 2023 e 2024 di un credito d’imposta del 36% delle spese documentate per tali acquisti.

Requisirti degli imballaggi

La norma tecnica UNI EN 13432:2002, intitolata “Imballaggi – Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione”, specifica i requisiti e i procedimenti per determinare le possibilità di compostaggio e di trattamento anaerobico degli imballaggi e dei materiali di imballaggio. È la versione ufficiale in lingua italiana della norma tecnica europea EN 13432 (del settembre 2000.

Come ottenere il bonus raccolta differenziata

Per ottenere il credito d’imposta, le imprese devono utilizzare il modello F24 per presentare la domanda attraverso il sistema dell’Agenzia delle entrate. Come indicato nel testo, per richiedere il credito d’imposta, deve essere specificato nella dichiarazione dei redditi e presentato attraverso l’Agenzia delle entrate, altrimenti la richiesta verrà rifiutata.

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PLASTIC TAX: RINVIO AL 1 GENNAIO 2023?

sicurezza ambientale

Il Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2021 ha approvato il DL Bilancio 2022 e pluriennale 2022/2024 che dovrà ora passare all’approvazione dl Parlamento entro il 2021. Tra le novità ambientali il rinvio di un anno (dal 1 gennaio 2022 al 1 gennaio 2023) per l’applicazione dell’imposta di consumo dei manufatti in plastica con singolo impiego (Macsi) che era stata introdotta dalla legge di bilancio del 2020 (L. 160/2019). La cosiddetta Plastic Tax.

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SLITTA A GIUGNO IL NUOVO MUD 2021

sicurezza ambientale
30 Marzo 2021

SLITTA A GIUGNO IL NUOVO MUD 2021

Il D.P.C.M. del 23 dicembre 2020, ha approvato il nuovo MUD, Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale che i produttori e i gestori dovranno compilare per il 2021. La scadenza ultima non sarà come di solito il 30 aprile, ma per la situazione pandemica, la data slitterà al 16 giugno 2021.

Lo schema generale del MUD continua ad essere articolato in 6 comunicazioni. Vi sono invece alcune novità nelle informazioni da trasmettere e nelle modalità di invio delle comunicazioni.

In particolare riguardano:

  • gli impianti che svolgono attività di recupero
  • la comunicazione rifiuti e veicoli fuori uso
  • la scheda “CG-costi di gestione” della comunicazione rifiuti urbani è stata completamente ridisegnata;
  • modifiche nelle categoriedella comunicazione RAEE
  • nella comunicazione RAEE aggiunta la voce della quantità di RAEE preparate per il riutilizzo

Continuano, invece, ad essere applicabili le sanzioni per la tardiva, omessa o incompleta dichiarazione che rimangono invariate.

Restano esonerati dall’obbligo di presentazione:

  • i produttori di rifiuti che non sono inquadrati in un’organizzazione di ente o di impresa.
  • gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile con un volume di affari annuo non superiore a euro ottomila, le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi, di cui all’articolo 212, comma 8, del D.lgs. 152/2006, nonché per i soli rifiuti non pericolosi, le imprese e gli enti produttori iniziali che non hanno più di dieci dipendenti;
  • le imprese e gli enti produttori di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, diversi da quelli indicati alle lettere c), d) e g)

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Avvio iscrizioni corso sicurezza lavoratori parte Generale in Aula


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12.04.2019 – Aggiornamento Addetti Primo soccorso


Nuovi corsi sicurezza In partenza Aprile 2019


I PRIMI CORSI DEL 2019


In partenza il prossimo Corso per Addetti al Primo Soccorso



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Produzione pro capite dei Rifiuti urbani . Provincia di Piacenza. Classifica 2016

sicurezza ambientale

Nella speciale Classifica Piacentina ricavata dai dati regionali, mentre per quanto riguarda la Raccolta Differenziata  anche i  comuni più grandi hanno ottime o buone performances ( Podenzano 81,4% in prima posizione,  Castel San Giovanni 77%  in sesta , Fiorenzuola con 70,2%  in tredicesima) tra i comuni con minori quantitativi pro capite smaltiti , cioè il quantitativo di rifiuti indifferenziati pro capite avviati allo smaltimento,  troviamo ai primi posti i piccoli comuni (Besenzone al primo posto, San Giorgio al terzo , San Pietro in Cerro al quarto)  anche se  alcuni dei comuni tra i più popolati della provincia (Podenzano al secondo posto, Rottofreno al decimo) hanno fatto registrare  prestazioni molto interessanti.

 Da qualche anno ci si sofferma anche  a riflettere in modo più approfondito sul dato della produzione annuale pro capite di rifiuti, che rappresenta un elemento sostanziale nelle politiche di riduzione. Ecco allora estrapolata dal Report 2017 una graduatoria dei comuni piacentini i cui abitanti  producono meno rifiuti .

In testa soprattutto i piccoli comuni (Besenzone, San Pietro in Cerro, Gropparello) mentre i comuni più grandi ( Rottofreno a parte in dodicesima posizione) sono collocati dalla metà classifica in giù.

Allegati: produzione-procapite-rifiuti-2017-dati-2016-2-1

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