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Preparava cibi senza autorizzazione e in pessime condizioni igieniche

sicurezza alimentare

Sanzionato nelle scorse settimane  un esercizio commerciale in pieno centro, in borgo Giacomo Tommasini,  a Parma, per la preparazione di cibi senza autorizzazione.

Nell’ambito dei controlli volti alla tutela della salute pubblica, portati avanti dagli agenti della Polizia Municipale in collaborazione con i funzionari del Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN) di AUSL Parma, nella giornata di ieri, è stato effettuato un sopralluogo in un pubblico esercizio del centro città. Dai controlli è emersa la preparazione di cibi ed alimenti non autorizzata.

Inoltre è risultato che i locali destinati a dispensa venivano utilizzati impropriamente come cucinotto per la preparazione di pietanze ed erano in pessime condizioni con carenze da un punto di vista igienico sanitario: tracce di infiltrazioni e distacco dell’intonaco.

Il titolare è stato sanzionato dagli addetti del Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione (SIAN) di AUSL Parma ed è stato diffidato a svolgere l’attività di preparazione e manipolazione degli alimenti. Allo stesso è stato ingiunto lo sgombero di tutte le attrezzature non autorizzate. Gli agenti della Polizia Municipale hanno anche contestato la mancanza dell’esposizione dei prezzi della caffetteria da banco.

“Continua l’azione della Polizia Municipale insieme al Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione di AUSL Parma – spiega l’assessore alla Sicurezza Cristiano Casa – a tutela del consumatore con la consueta determinazione. Questo intervento conferma la chiara volontà di assicurare che gli alimenti somministrati nei pubblici esercizi della città rispettino le normative vigenti a tutela del consumatore. Questa azione proseguirà anche nei prossimi giorni, anche grazie alle segnalazioni dei cittadini”.

Notizia ripresa da Parma today il 15 febbraio 2018

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Per un lavoro più sicuro

formazione

La sicurezza è molto importante per te e per chi ti sta vicino, informati e prenotati per il corso di formazione sulla sicurezza dei lavoratori per proteggersi e sapere sempre cosa fare in ogni situazione.

Il corso si svolgerà il 13-14-20-21 Febbraio nella sede di Ecoconsul a Fiorenzuola d’Arda in via San Paolo 26 con la durata di 8h per il basso rischio, 12h per il medio rischio e 16h per l’alto rischio

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Non si gioca con il fuoco

formazione

Non si gioca con il fuoco

Il corso consiste in un aggiornamento Antincendio per sapere cosa fare in caso di incendi sul luogo di lavoro:

  • come evacuare in fretta l’edificio
  • come prestare soccorso a chi è in difficoltà
  • come domare una fiamma

Il corso si terrà nella sede di Ecoconsul a Fiorenzuola d’Arda in via San Paolo 26, l’ 8 Marzo e dovrà essere aggiornato con una frequenza di 3 anni; per informazioni e prenotazioni chiama il 0523/984372 oppure scrivi ad amministrazione@ecoconsulsas.it perché il fuoco non è un gioco.

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Aggiorniamo ciò che già sai

formazione

Il 28 Febbraio si terra in sede di Ecoconsul a Fiorenzuola d’Arda in via San Paolo 26 il corso di aggiornamento sicurezza lavoratori; imposto dallo Stato al fine di ridurre gli incidenti in luoghi lavorativi consiste, a differenza del corso di formazione, in un approfondimento dei rischi e ciò che può generarli e in un approfondimento giuridico-normativo.

Informati e prenota chiamando al 0523/984372 oppure scrivendo  ad amministrazione@ecoconsulsas.it.

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Acqua potabile più sicura, Bruxelles propone la revisione della normativa europea

sicurezza ambientale

Presentata proposta legislativa per migliorare la qualità e l’accesso all’acqua potabile e le informazioni ai cittadini 

Il diritto di accedere a servizi essenziali di qualità, compresa l’acqua, è uno dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali approvato all’unanimità dai capi di Stato o di governo al vertice di Göteborg.La proposta legislativa presentata ieri dalla Commissione europea si propone di garantire questo diritto, fornendo così una risposta all’iniziativa “Right2Water” – la prima delle iniziative dei cittadini europei conclusasi con successo – che ha raccolto 1,6 milioni di firme a sostegno di un migliore accesso all’acqua potabile per tutti i cittadini europei. Inoltre, per permettere ai consumatori di disporre di maggiori strumenti, la proposta assicura che i fornitori comunichino loro informazioni più chiare sul consumo idrico, sulla struttura dei costi e sul prezzo al litro per consentire un confronto con il prezzo dell’acqua in bottiglia. In questo modo essa contribuisce sia all’obiettivo ambientale di ridurre l’uso superfluo della plastica e limitare l’impronta di carbonio dell’UE, sia a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Le nuove norme obbligheranno gli Stati membri a migliorare l’accesso all’acqua potabile per tutti i cittadini e in particolare per i gruppi più vulnerabili e marginali che, attualmente, hanno difficoltà ad accedervi. In pratica, ciò significa creare attrezzature per l’accesso all’acqua potabile in spazi pubblici, lanciare campagne per informare i cittadini circa la qualità dell’acqua a loro accessibile e incoraggiare le amministrazioni e gli edifici pubblici a fornire accesso all’acqua potabile.

Un altro importante cambiamento nella legislazione consentirà al pubblico di accedere — anche online — con facilità e semplicità a informazioni circa la qualità e l’approvvigionamento di acqua potabile nella zona in cui vivono, aumentandone la fiducia nei confronti dell’acqua di rubinetto. In base alle stime, le nuove misure dovrebbero ridurre i potenziali rischi per la salute connessi all’acqua potabile dal 4% a meno dell’1%.

Ridurre il consumo di acqua in bottiglia può inoltre aiutare le famiglie in Europa a risparmiare più di 600 milioni di euro l’anno. Grazie a una maggiore fiducia nell’acqua di rubinetto, i cittadini possono contribuire a ridurre i rifiuti di plastica provenienti dalle acque in bottiglia, compresi i rifiuti marini. Le bottiglie di plastica sono uno dei più comuni prodotti in plastica monouso rinvenuti sulle spiagge europee. Con l’aggiornamento della direttiva sull’acqua potabile, la Commissione aggiunge un importante tassello sul piano legislativo al percorso verso l’attuazione della strategia dell’UE sulla plastica, presentata il 16 gennaio 2018.

Una migliore gestione dell’acqua potabile da parte degli Stati membri scongiurerà perdite d’acqua evitabili e contribuirà a diminuire l’impronta di CO2. La proposta apporterà quindi un contributo significativo al raggiungimento degli obiettivi 2030 di sviluppo sostenibile (obiettivo 6) e degli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Il nuovo approccio alla sicurezza basato sul rischio contribuirà allo svolgimento di controlli di sicurezza più mirati nei casi in cui i rischi siano più elevati.

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MUD 2018: Entro il 30 aprile

sicurezza ambientale

E’ stato approvato con D.P.C.M. del 28 dicembre 2017 il nuovo modello ministeriale per la dichiarazione MUD da presentarsi entro il 30 aprile 2018.

Il MUD, la dichiarazione annuale sui rifiuti prodotti e gestiti dalle aziende nel 2017, deve obbligatoriamente essere presentato alla CCIAA  entro la consueta scadenza del 30 aprile prossimo.

Il decreto è comprensivo di istruzioni per la compilazione e di modulistica da utilizzarsi.

Le sezioni di cui è composta la modulistica del “nuovo” MUD sono:

  • Comunicazione Rifiuti
  • Comunicazione Veicoli Fuori Uso
  • Comunicazione Imballaggi, composta dalla Sezione Consorzi e dalla Sezione Gestori Rifiuti di imballaggio.
  • Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
  • Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
  • Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Per un servizio sempre più accurato e preciso, Invitiamo tutte le aziende a farci pervenire i dati necessari per la compilazione del MUD 2018 entro il 28 febbraio prossimo.

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Obbligatoria l’iscrizione all’Albo anche per il trasporto dei propri rifiuti.

sicurezza ambientale

Il Trasporto dei propri rifiuti non pericolosi richiede l’Iscrizione all’ Albo Nazionale Gestori Ambientali. Un problema frequentemente sollevato dalle aziende trova così una soluzione. Con la sentenza n. 2290, del 19 gennaio 2018, la Cassazione Penale ha finalmente chiarito il fatto che  coloro che trasportano, anche in modo occasionale, i propri rifiuti non pericolosi è obbligato ad iscriversi all’Albo Gestori (Categoria 2bis), anche per un singolo trasporto.

Nella sentenza si fa riferimento anche alla procedura semplificata di iscrizione, come definita dal comma 8 dell’art. 212 del D. L. vo 152/2006 relativamente ai produttori inziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di gestione e raccolta dei propri rifiuti, e ai produttori di rifiuti pericolosi che la effettuano in quantità non eccedenti 30 kg o 30 litri al giorno.

Anche tali soggetti sono obbligati, infatti, all’iscrizione, che avviene, in questo caso, mediante la presentazione di una comunicazione alla sezione provinciale o regionale dell’Albo territorialmente competente, che rilascia il provvedimento entro 30 giorni.

La mancata iscrizione, o comunicazione di cui sopra, rende il trasporto abusivo, e sanzionato, in quanto tale, come attività di gestione illecita di rifiuti (art. 256 del D. L .vo 152/2006).

Il singolo trasporto anche occasionale senza iscrizione o comunicazione all’Albo è reato: come precisa la Corte,  “si consuma in occasione di ogni singolo trasporto effettuato da soggetto non autorizzato”, mentre se continuato e organizzato integra, invece, la fattispecie ben più grave di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art. 260).

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Legionella: un rischio di esposizione occupazionale da valutare

sicurezza sul lavoro

Legionellosi: è un’infezione causata da un batterio chiamato Legionella (precisamente la specie Legionella pneumophila), che colpisce l’apparato respiratorio. 

Due sono le infezioni che causa: febbre di Pontiac generalmente di lieve entità e quindi la malattia dei legionari, infezione che ha percentuali di mortalità del 10-15%, 30-50% nei casi nosocomiali, che va curata tempestivamente con antibiotici mirati. Un’infezione che ha un’incubazione variabile tra i 2 e i 10 giorni e che “si manifesta con febbre alta, cefalea, tosse ed un quadro polmonare non distinguibile da altre forme di polmoniti batteriche o atipiche”.

Il nome della malattia del legionario deriva dal fatto che il batterio che ne è causa fu identificato per la prima volta nel 1976 su un gruppo di partecipanti a un raduno della Legione Americana in un hotel di Philadelphia; ben duecentoventuno persone contrassero la malattia e trentaquattro di esse morirono per un’epidemia di polmonite.

E’ stata pubblicata da Inail una scheda sui rischi che derivano dall’esposizione alla Legionella e che affronta in particolare l’esposizione occupazionalela prevenzione negli ambienti di lavoro, la gestione del rischio secondo quanto previsto dalla normativa corrente.

Valutazione e rischi sul lavoro

Il Testo unico sicurezza sul lavoro classifica ogni batterio appartenente alla Legionella nel 2° gruppo dell’Allegato XLVI. Sono del 2015 le recenti Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi approvate dalla Conferenza Stato Regioni il 7 maggio sulla valutazione del rischio, la prevenzione a breve e lungo termine.

La legionellosi viene trasmessa per via aerea, tramite aerosol o particelle di polvere e allo stato attuale non è mai stata evidenziata una trasmissione interumana.

Le fonti sono in natura, laghi, stagni, terme, luoghi dai quali le legionelle arrivano negli ambienti attraverso condutture e impianti, dove il rischio viene potenziato da fattori come temperatura dell’acqua tra i 20° e i 50°, biofilm, ferro, rame, zinco, amebe, calcare. I diffusori sono torri evaporative, docce, vasche, fontane.

luoghi di lavoro maggiormente a rischio sono quelli dove potrebbe essere più elevata la possibilità di aerosol infettanti. 

Professioni più a rischio quindi sono: “operatori sanitari, dentisti, addetti alla pulizia degli impianti di trattamento aria, manutenzione degli impianti di distribuzione dell’acqua ad uso sanitario e impianti di depurazione, minatori, giardinieri”.

Obbligo pertanto di ogni Datore di Lavoro valutare il rischio d’esposizione occupazionale a legionellosi del proprio personale.

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A Marzo la pubblicazione finale della ISO 45001

sicurezza sul lavoro

L’ISO informa che lo standard ISO 45001 ha raggiunto la fase finale prima della sua definitiva pubblicazione prevista per marzo 2018

Applicabile in tutte le parti del mondo e in tutti i settori, la futura ISO 45001 avrà lo scopo di ridurre il terribile costo di morti e infortuni sul lavoro e sarà il primo standard globale nel suo genere, offrendo alle organizzazioni un quadro universalmente accettato per migliorare la salute e la sicurezza dei dipendenti, ridurre i rischi sul posto di lavoro e creare condizioni di lavoro più sane e più sicure.

Sostituirà lo standard OHSAS 18001 che ha stabilito un approccio alla standardizzazione basata sul rischio ma prenderà spunto anche da altri standard internazionali in questo settore, le linee guida ILO-OSH, varie norme nazionali e le norme.

Tale standard rappresenta il futuro attraverso cui verranno realizzati tutti i Sistemi di gestione Sicurezza lavoro in Italia.

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